Laogai, campi di concentramento ancora attivi.

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Molte persone pensano che i campi di concentramento ormai siano solo una storia passata, ma non è cosi. Ci sono campi attivi ancora oggi. Vi dice nulla la parola LAOGAI? Una parola che non è presente del dizionario italiano. E’ un termine cinese che si traduce in italiano ‘’riforma attraverso il lavoro ’’ e si riferisce ad una particolare forma di lavori forzati della Repubblica Popolare Cinese. Gran parte dei prodotti che ci circondano sono prodotti in Cina e potrebbero essere stati fatti in un laogai, che non è altro che un campo. In un laogai ci finisce chiunque è contro l’ideologia comunista, chiunque decida di essere religioso. Sono strutture simili a piccole città oppure villaggi militari. La vita è durissima. Appena un individuo entra li dentro subisce il ‘’lavaggio del cervello’’ ed è obbligato a confessare un crimine qualsiasi dichiarandosi colpevole. Nei laogai si patisce la fame, si vive in celle di pietra in cui ci sono molti detenuti e anche i letti sono di pietra, non più larghi di 60 centimetri. I detenuti mangiano il sorgo che è un cereale che danno agli animali, mentre una volta a settimana c’è un pasto speciale che consiste in una zuppa d’erba. Si muore soprattutto per malattia. I lavori sono durissimi: si lavora in fabbrica o in miniera  per più di sedici ore al giorno. Volendo si potrebbe anche scappare, ma ci sono molti chilometri da fare prima di arrivare ai centri abitati e senza forze sarebbe impossibile. Inoltre anche se ci fosse una minima possibilità di arrivare ai centri abitati, senza documenti l’evaso verrebbe rispedito nel laogai. L’unica speranza che mantiene in vita è quella di uscire, se non si viene condannati a morte. Spesso alcuni prigionieri che arrivano al termine della loro pena pensano di essere liberi, ma la loro unica libertà è quella di poter lavorare all’interno del campo. La Cina ha il maggior numero di esecuzioni capitali al mondo, ossia circa 10000 all’anno. Gli organi dei condannati, vengono venduti post mortem e spesso messi all’ asta anche su internet. Si stima che attualmente sono presenti dai 3 ai 5 milioni di detenuti, 40’000’000 di persone passate nei laogai. Questo sistema funziona cosi tanto perché si producono tantissimi prodotti che vengono esportati all’estero, anche se, secondo la legge cinese, è illecito. Colui che ha vinto il premio Nobel per la pace nel 2010, Liu Xiaobo, è attualmente detenuto nel laogai e al momento dell’assegnazione del premio la sua sedia era vuota perché la Cina non gli permise di ritirarlo. Fu condannato ad 11 anni di carcere e ovviamente il processo fu falso, come per tutti i detenuti. Forse sarà liberato dopo 14 anni e 6 mesi. La sua colpa è aver parlato, scritto. Molti si associano al suo desiderio di volere una Cina libera e sarà cosi solo quando tutti potranno essere liberi di esprimere ciò che pensano e ciò che sono. STOP LAOGAI!

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